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Quale nell'arzanà de viniziani
bolle l'inverno la tenace pece
a rimpalmare i legni lor non sani,
che navicar non ponno; in quella vece
chi fra suo legno nuovo echi ristoppa
le coste a quel che più viaggi fece
chi ribatte la proda e chi la poppa;
altri fa remi e altre volgi sarte;
chi terzaruolo e artimon rintoppa:
tal, non per fuoco, ma per divin'arte,
bollia laggiù una pegola spessa,
che 'nviscava la ripa d'ogni parte >> |
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Nel 1460, in seguito alla caduta di Costantinopoli (1453), vennero
erette la monumentale porta di terra, che alludeva al ruolo
di Venezia quale baluardo della cristianità, e le due
torri che affiancano la porta ad acqua, poi ricostruite nel
1600. Il portale d'ingresso di terra fu costruito sulla base
degli archi di trionfo romani e ciò è di particolare
rilievo in quanto è la prima volta che si introduco a
Venezia elementi dell'arte rinascimentale.
Il terzo grande sviluppo iniziato nel 1473 e concluso nel 1570
con la creazione della Darsena Nuovissima e delle Galeazze portò
l'Arsenale a coprire una superficie di quasi 24 ha. In questi
tre secoli circondati da un alone di segretezza, l'Arsenale
produsse le galere e le grandi galeazze che determinarono la
vittoria della cristianità a Lepanto nel 1571 e divenne
il fulcro del lavoro veneziano, trasformandosi progressivamente
in quell'enorme complesso d'opere che lo resero famoso in tutto
l'occidente.
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Il primo nucleo, documentabile fin dagli inizi del XIII
secolo, sorge fra zone conventuali ed è costituito
da due file di squeri ai lati della Darsena Vecchia. Vi
si può accedere dal Bacino di San Marco solo attraverso
uno stretto canale.
Agli inizi del Trecento il Comune acquistò un lago
annesso al monastero di San Daniele aggiungendovi la Darsena
Nuova, successivamente attrezzata con una trentina di
squeri, e la Stradal Campagna sulla quale sorsero le attuali
Fonderie, le Officine dei remi, le Corderie e il Reparto
artiglieria. L'Arsenale è legato al periodo più
florido della vita marittima della città: è
grazie, infatti, alle imponenti costruzioni di navi, qui
realizzate, che Venezia riuscì a contrastare i
Turchi nel Mar Egeo e conquistare le rotte del nord Europa. |
s Verso la fine della Serenissima, i napoleonici mutarono radicalmente
l'organizzazione dell'Arsenale, poiché era difficilmente
agibile, e aprirono il canale di Porta Nuova affiancandovi la
torre omonima.
Il quarto grande sviluppo fu realizzato tra il 1876 e il 1909
dopo un periodo di stagnazione legato alla dominazione austriaca.
L'Italia voleva riproporre l'Arsenale come base navale importante
nell'alto Adriatico e vi aggiunse l'area nuova del piazzale
dei Bacini e le aree vecchie dei tre conventi soppressi di S.
Daniele, delle Vergini e della Celestia. Dopo molti progetti
per consentire il movimento delle navi furono scavate le strutture
preesistenti fra la Darsena Nuova e la Nuovissima realizzando,
al loro posto, l'attuale Darsena Grande. Contemporaneamente
per evitare la sommersione, il terreno fu elevato di circa 70
cm.
Allo stato attuale l'Arsenale è circondato da strettissimi
canali urbani che un tempo fungevano da fossato protettivo;
le acque interne sono composte dalla Darsena Grande e dal canale
comprendente la Darsena Vecchia e il Bacino delle Galeazze.
Attorno alla Darsena Grande e Vecchia si sviluppano i fabbricati
in serie detti squeri o tese dove venivano stivate, modellate
e composte le grandi strutture lignee destinate a formare le
navi al tempo della Serenissima. Solo tre coppie di squeri consentono
oggi il ricovero delle navi; tra questi degno di menzione per
i suoi caratteri architettonici di particolare finezza è
lo squero delle Gagiandre eretto nel 1570. |
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