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Le
prerogative dogali possono essere sintetizzate nelle seguenti
nove principali funzioni.
Convoczione
e presidenza dell'assemblea
Elezione dei Tribuni ed altri giudici
Diritto di correggere disordini ed eventuali ingiustizie dei
giudici
Convocazione dei sinodi eclesiastici dei comizi del clero e
del popolo per elezione dei vecovi e dei parroci.
Autorità nel concedere loro i benefici eclesiastici
per la durata dell'incarico.
Disponesse delle forze dello Stato
Mandasse a ricevere per proprio nome ambasciatori.
potesse dichiarare guerra o stipulare la pace, sempre con l'approvazione
dell'assemblea.
Avesse l'autorità esecutiva delle leggi.
Era concesso inoltre al Doge, in virtù della rappresentatività della
carica, le vesti ed una rendita con la quale potesse mantenere
un tenore di vita decoroso.
Sempre
nei primi anni della nascente Nazione Veneta, al Doge vennero
assegnate rendite proporzionali alla sua dignità,
costituite da terreni, quote di selvaggina proveniente dai
luoghi di giurisdizione dogale, quote di pescato, "decime" ed
altro. Indicazioni parziali in tal senso sono elencate in un
antico documento citato dal Filiasi in Memorie storiche dei
veneti primi e secondi tom. V - Padova 1812, nel quale annotiamo
ad esempio che: le masserie dei lidi di Caorle, Pineda Remondina
e Amfora di Piave avrebbero dovuto "portar e far portar
carne, vin, legna ed altre cose allo Dogado " mentre da
Jesulo "pagasse ogniuno una pelle de martoro ed un mozo
(Moggio- unità di misura) de pigne al''anno". Altri
vincoli di censo vengono dai territori di Cittanova (Eraclia)
dova ai servi liberati, in cambio del nuovo stato sociale,
e dalla possibilità di lavorare le terre ad essi assegnate,
dovessero "per il bisogno del Dogado", fornire, per
ogni masseria, un'imbarcazione di legna pari a 26 carra (unità di
misura) , carne ed altre "cose necessarie".
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