Il
21 del mese di novembre è una ricorrenza molto sentita
in città:
i festeggiamenti risalgono ai primi decenni del Seicento,
quando il Senato fece voto solenne di costruire un santuario
alla
Madonna se la città fosse stata liberata dalla peste:
il morbo stava causando infatti moltissime vittime, tanto
che le gondole furono dipinte di nero in segno di lutto.
L'epidemia
cessò e il santuario fu edificato come da promessa:
ogni anno viene disposto un ponte galleggiante, che i fedeli
attraversano per raggiungere il santuario, mentre intorno
vengono allestite bancarelle che vendono oggetti religiosi,
in particolare
le tradizionali candele benedette, ma anche frittelle, polpi
a scottadito e dolciumi.
Il 22 ottobre 1630 il Doge Nicoletto Contarini pronunciò in
San Marco il voto solenne del Senato della Serenissima, di
costruire una nuova grande chiesa per ottenere dalla Vergine
Maria la cessazione
della pestilenza.
Già nell'agosto
precedente moltissimi Veneziani si erano trasferiti in campagna
nella speranza di sfuggire al
terribile morbo. Gli storici riportano la notizia secondo cui
nel solo mese di novembre del 1630 oltre 14.000 persone morirono
di peste.
La
Chiesa della Salute che è considerata il capolavoro
dell'architettura barocca veneziana, fu progettata e costruita
da Baldassarre Longhena dal 1631 al 1681. Di pianta ottagonale,
con le facciate arricchite da numerose statue di marmo, è sormontata
da un'enorme cupola emisferica e sembra poggiata su un'ampia
scalinata che la slancia verso l'alto creando un riuscito effetto
scenografico.
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